It is not an article. It is a masterpiece.
Ci troviamo in un momento storico in cui probabilmente ancora non si è perfettamente compiuta (anche se alcune evidenze iniziano ad esserci) la chiusura del feedback loop umano-LLM, ovvero che i contenuti prodotti dalle macchine nel loro modo di scrivere non ci hanno completamente influenzato. Tuttavia, sarà solo questione di tempo e si arriverà probabilmente ad un punto in cui la distinzione fra linguaggio tipico delle macchine e degli umani sarà materia di ricerca per storici della lingua. E quindi è il momento buono per cercare di intuire i pattern tipici che gli LLM usano, le costruzioni sintattiche che non hanno ancora goduto del tempo di esposizione necessario per influenzare il modo di parlare degli umani, o almeno lo fanno ancora in misura contenuta.
A che serve? Se non altro la proliferazione di questi pattern in un testo potrebbe essere la conseguenza di un prompt molto superficiale e generico (se lasciato libero, l'LLM parla alla sua maniera, mentre quando istruito o messo alle strette i pattern comuni sono meno visibili). Ciò dovrebbe portarci a calibrare il nostro livello di attenzione e la rilevanza attribuita al testo di conseguenza (oltre che aggiornare la reputazione di chi l'ha scritto, o meglio, fatto scrivere).
La costruzione da cui parte questa riflessione è quella che dà il titolo all'articolo. Per esperienza personale, è ubiqua, e mi sorprende che anche persone stimate la usino nei loro scritti . Evidentemente funziona, o almeno funziona su figure che per personalità, mentalità, interessi e libri letti sono simili a chi gli LLM li ha istruiti, trasmettendogli più o meno consapevolmente la sua personalità, la mentalità, gli interessi e i libri letti: informatici, ingegneri, accademici perlopiù STEM. Le persone che guidano la rivoluzione culturale in cui siamo immersi da qualche decennio.
Ma senza divagare troppo, ecco la costruzione: dopo una (breve) spiegazione del concetto, arriva la frase declamatoria.
It is not [a + nome di un qualcosa di neutro, anonimo, mediocre, innocuo, corredato all'occorrenza con un aggettivo attrettanto mediocre del tipo simple/mere/standard...] PUNTO.
It is [nome enfatico e altisonante, anche a volte un po' ricercato, a volte un pericolo, rafforzato all'occorrenza da un aggettivo altrettanto groundbreaking, di quelli proprio che ti toglie la terra sotto i piedi, che ti cambia proprio il punto di vista.]
It is not an ordinary change. It is a revolution.
P.S.
Anche quando ho chiesto all'AI se le persone avessero notato questo pattern, Claude nella risposta ha usato questa struttura! Anche se in modo leggermente edulcorato, usando quel "solo" e la tensione "qualità/credibilità" non è certamente quella degli esempi migliori del tipo "cambiamento/rivoluzione" "idea/cambio di paradigma", "buon prodotto/ life-changing device".






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