"Credo proprio che ci dovremmo fermare!" — disse, accelerando.
Negli ultimi tempi abbiamo assistito a una sfilata di leader delle aziende di AI, Dario Amodei in primis, che dichiarano la necessità di frenare lo sviluppo dell'intelligenza artificiale, almeno per un certo periodo. Eppure, nonostante le dichiarazioni, il progresso non sembra essersi fermato neanche un po': Claude, l'LLM dell'azienda di Amodei, si è appena aggiornato con l'uscita di Opus 5.5, più performante, più economico, più tutto. Perché questa apparente ipocrisia? Perché non dare il buon esempio, dopo averlo predicato? Per capirci qualcosa di più può venirci in aiuto un modellino di dinamica dei comportamenti, delle credenze e, più in generale, delle norme sociali, che ho pubblicato di recente su PNAS (insieme a collaboratori molto più autorevoli di me). Immaginiamo che ogni individuo (nel nostro caso, i capi delle maggiori aziende di AI) debba fare due scelte: dichiarare pubblicamente di sostenere il rallentamento dello sviluppo dell'AI, oppure n...

